giovedì, ottobre 22, 2009:
UffSan whispered at 16:27


Direttamente dalla mai troppo consultata e venerata Accademia della Crusca:

Significato e origine di perplimere

Il verbo perplimere significa “essere perplesso” o “rendere perplesso”, ed è entrato nella nostra lingua in un passato recente, ma con un percorso particolare che ne ha limitato l’ambito d’uso e che ne ha pertanto impedito, almeno per ora, l’ingresso nei vocabolari di lingua italiana (nei quali non è attualmente registrato).

L’impiego del verbo perplimere è dovuto alla prosa creativa del comico Corrado Guzzanti, che lo ha lanciato nei primissimi anni Novanta, nella trasmissione televisiva “Avanzi”. La parola venne inserita in uno dei dialoghi fra il personaggio Rokko Smitherson e Serena Dandini, ed ebbe talmente successo che fu più volte riutilizzata nella trasmissione, con ricchi esempi nella coniugazione (perplimere, perplimo, perplimete, perplèi, perplime[re]) e nelle varianti (perplerre).

Molte furono le parole inventate da Rokko Smitherson (regista romano di “filmaggi de’ paura”), un personaggio che basava la sua comicità satirica proprio sui giochi di parole e su neoconiazioni allusive (sospensionismo, su astensionismo; antiproibizionale, su antiproibizionista; sopravvolare, su sorvolare; cartone animale, su cartone animato; psicoanale, su psicoanalista; ecc.). Fra le molte innovazioni linguistiche perplimere attecchì più facilmente nella lingua comune a causa della sua perfetta adeguatezza morfologica, che tra l’altro colma anche una lacuna lessicale della nostra lingua: il verbo è infatti spontaneamente riconducibile dai parlanti italiani al participio passato perplesso (sulla base di verbi come comprimere / compresso; sopprimere / soppresso, ecc.); e del resto manca in italiano un verbo che renda in modo sintetico l’azione dell’essere o del rendere perplessi, per cui il neologismo si incunea perfettamente nel nostro sistema linguistico.

Probabilmente per questa sua funzionalità nel coprire un vuoto morfologico e semantico (che l’italiano eredita dal latino), sulla scia della trasmissione la parola ebbe una notevole e crescente  fortuna, seppure in contesti informali e per lo più in accezione ironica; e, del resto, nonostante l’origine peculiare, perplimere ha resistito a lungo nella nostra lingua, tanto che recentemente se ne è persa anche la sfumatura ironica, come emerge dai quesiti e dalle segnalazioni di neologismo giunti alla nostra redazione.

Effettuando una ricerca su Internet con i consueti motori di ricerca, si rileva che la parola è comparsa in alcuni dizionari amatoriali, ed è spesso presente nei messaggi di vari gruppi di discussione, tra l’altro con forti oscillazioni tra chi sostiene che il verbo non esiste e chi invece ne dà per scontata l’assimilazione nel repertorio dell’italiano e lo usa per spiegare altri fenomeni linguistici. A questo proposito, e per rispondere a chi ci domanda come si possa fare entrare il verbo perplimere nei vocabolari, va ricordato che la grammatica e la lessicografia registrano, raccolgono, spiegano e inseriscono in un sistema organico fenomeni che hanno raggiunto una certa rilevanza nella lingua: perplimere nasce certamente come parola effimera, ma la sua tenace persistenza la rende linguisticamente interessante; per cui non se ne può negare, come fanno alcuni, l’esistenza, ma se sia o meno destinata ad entrare nei vocabolari è una riposta che può essere data soltanto dalla continuità e dall’ampiezza della sua diffusione nei prossimi anni.

A cura di Marco Biffi
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

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venerdì, ottobre 09, 2009:
UffSan whispered at 11:35



Io: "Rimanga tra noi, non credevo che la professoressa *nome della suddetta* fosse una traduttrice tanto brava."

Altra professoressa con cui ho fatto un esame: "Rimanga tra noi, ha avuto un ottimo editing."

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martedì, settembre 01, 2009:
Losthir whispered at 13:52






[Sì, ogni tanto mi diverto ancora ad hackare questo blog con stronzate *_* Ciao Ufo, Manididio :*]
[ps. questo maledetto youtube sembra sballi la dimensione dei carattere, o l'anteprima di splinder fa schifo.]
[ps2. per la cronaca che nessuno chiedeva, era proprio l'anteprima di splider a fare schifo.]

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martedì, maggio 26, 2009:
UffSan whispered at 13:19


Stanotte ho sognato gli Alien.
E mia madre che stendeva.
Correndo, gli gridavo: "Corri, ci sono dei mostri nalla stanza accanto!"
E lei: "Sì, be', ma io devo finire di stendere."

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cazzeggio,

mercoledì, aprile 22, 2009:
UffSan whispered at 12:19


Serate cazzeggio

Ci sono serate in cui il cazzeggio è d’obbligo, e infatti partono già con tale intenzione.
Insomma, quando vai a casa d’un amico a vedere Black Sheep – Pecore Assassine, non puoi aspettarti che le cose si evolvano in maniera differente.
Ora, io ci terrei a farvi capire che il film suddetto parlava di pecore geneticamente modificate che danno la caccia ad uno che già di suo era ovinofobico.
In Nuova Zelanda.
Comunque.
La successiva puntatina di cinque minuti a casa di Auanzo si è ovviamente trasformata in una visita di un'ora e mezza in cui abbimo guardato un ragazzino che insegnava come truccarsi. Un ragazzino a forma di budino. Da lì siamo risaliti Budino, il bambino brasiliano (tutto questo dimostra che i posti in cui gli iati extra-temporali sono possibili e anzi frequenti non fanno che aumentare. Fate attenzione, il mondo potrebbe presto venirne inglobato)
Il ritorno da Giggio per vedere il famoso film in cui la tizia vomita le proprie budella si è rivelato alquanto sonnolento, ma stupido abbastanza da rischiare di svegliare per sbaglio l'intero palazzo.
E questo post è noioso, ma volevo solo dimostrare che se io dico "ci farò un post" il post lo faccio davvero.
Non come qualcuno di mia conoscenza.

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mercoledì, marzo 25, 2009:
UffSan whispered at 12:44


... sì, vabbe'
L'istruzione deve libera ed aperta a tutti, indipendentemente da sesso, etnia, religione, ricchezza e classe sociale.
Io ci credo davvero. In questo marasma incasinato che è il nostro paese, ancora oggi riesco ad essere orgoglioso del fatto che per farmi studiare i miei genitori non sono stati costretti ad aprire un mutuo di più di centomila euro, che tutti i giorni degli insegnanti appassionati al loro lavoro mi trasmettono conoscenza nonostante uno stipendio da fame, che mi basterebbe decidere di studiare (che so) ingegneria per poter cambiare l'anno prossimo corso di laurea.
Sì, lo so, stiamo declinando verso il disastro, ma io ancora ci spero.
In tutto questo, comunque, ci sono cose che non riesco a sopportare. E non vengono da professori, strutture, istituzioni: vengono da ragazzi più o meno della mia età, studenti che come me dovrebbero aver deciso di acculturarsi, crescere mentalmente oltre che fisicamente.
Ragazzi, dicevo, che vanno all'università, forse addirittura frequentano, ma alla fine riescono solo a lamentarsi.
Si lamentano degli insegnanti, dell'organizzazione, delle aule, di tutto.
L'altro giorno sul forum della mia facoltà una ragazza si disperava, chiedendo che venissero presi provvedimenti, perché la sua insegnante (che fra parentesi è una delle creature più carine e tranquille del mondo, che viene incontro ai suoi studenti in tutti i modi) faceva esempi di linguistica che lei e "tante altre sue amiche" non riuscivano a capire. Perché? Semplice: perché erano esempi in Greco e Latino, e non tutti l'hanno studiato alle superiori. Aggiungeva, poi, in una delle sue risposte, che non aveva fatto praticamente Italiano a scuola a causa delle supplenze, quindi la incasinavano i complementi e i casi.
Poverina, in fondo se voleva studiare queste cose faceva il Classico e poi Lettere Antiche, non certo Cinese!
Sì, ma io non riesco a capirti. Non riesco a giustificarti.
Se non sai l'Italiano come puoi pretendere di tradurre da un'altra lingua?
Ti costa tanto andare su wikipedia per cercare cosa esprime un determinato caso?
Per otto crediti è così difficile impararsi una ventina di simboli per riuscire perlomeno a leggere una parola greca?
No, è che sei ignorante e vuoi rimanerlo.
Ma allora cosa vieni a fare all'università? Non è obbligatorio.
Non è un passaggio forzato.
Non siamo più alle medie, cazzo.
PS: E comunque la riforma universitaria deve solo essere smantellata. Insieme a chi l'ha fatta.

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mercoledì, marzo 18, 2009:
UffSan whispered at 16:12


Now i've said
too much.

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martedì, marzo 10, 2009:
UffSan whispered at 16:22


Sono raffreddato.

Comunque.
"Durante le invasioni barbariche era fashion parlare in barbaro" (Cit. professore universitario)
E a parte questo, boh.
Ora sta dicendo che il giapponese non ama le sillabe che finiscono con troppe consonanti.
E poi quando si incasina si mette sulle punte dei piedi, tipo per prendere dei biscotti dallo scaffale in alto.

///Edit///

"Tipo ticket in Giapponese... diventa... :D cicchetto :D" *ride*

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venerdì, marzo 06, 2009:
UffSan whispered at 18:51


Avevo voglia di fare un post.
Volevo che fosse molto ironico e pungente, ma poi ho pensato che il mio blog lo leggono sì e no in quattro, quindi sarebbe stata ironia sprecata.
Sappiate solo che volevo essere antifemminista. Non misogino o maschilista. Solo antifemminista: a me piacciono le donne, sia fisicamente che intellettualmente. Ma potrei andare avanti decine di pagine di word in times new roman 10 a parlare di quest'argomento, delle (poche) grandi donne nella storia e della regola del minimo sforzo in linguistica (sì, c'entra anche questo).
Che palle.
Comunque oggi ad un esame mi hanno chiesto di tradurre dal Tocario.
Va be'.
L'unica cosa che volevo poi dire è che oggi l'unica cosa peggiore del maschilismo è il femminismo. Semplicemente perché ormai è diventato stupido.
Ok, basta, non dico più nulla.
Cià.

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lunedì, gennaio 19, 2009:
UffSan whispered at 14:32


La leggenda dell'Olandese Volante.
(versione beta)

L'altro giorno stavo facendo una lezione di Coreano.
L'insegnante, bel bella, comincia a raccontarci di un libro che ha comprato a Porta Portese, che sostanzialmente erano le memorie di un missionario olandese.
Prima di tutto dovete però sapere che la Corea ha avuto le frontiere chiuse fino all'altro ieri e che di conseguenza i Coreani avevano ben poche occasioni di vedere stranieri.
Ora immaginatevi un tizio alto, grosso e con la barba rossa (tipo Alo, solo più grosso e con più capelli) che arriva in questo luogo pieno di glabri con la pelle gialla.
Raccontava che i bambini lo accerchiavano per capire se fosse vero e vivo.
Dunque, a un certo punto è entrato in una casa per svernare (sì, tipo gli orsi).
Essenzialmente c'era una casa vuota, e lui ci è entrato.
Fu così che dopo il lavoro e nei momenti liberi vedeva decine di persone davanti all'entrata e alle finestre che lo guardavano silenziosi.
Alcuni si portavano il tè. Gli mancavano i pop corn.
Comunque, dopo qualche tempo il tizio ci aveva fatto l'abitudine e aveva smesso di farci caso.
Così un giorno se ne stava tranquillo nella sua stanza e come è comprensibile, mettendosi comodo si era levato la dentiera.
Ecco.
Ora immaginate tanti piccoli Coreani dagli occhi allungati che fuggono urlando.
Il nostro caro Olandese scoprì il perché il giorno dopo, quando un magistrato si presentò alla sua porta (sua, poi) con un mandato d'arresto per l'accusa di essere un demone che sapeva addirittura "smembrare il proprio corpo".
Basito, il povero Olandese cercò di spiegare il malinteso, ma al suo gesto di togliersi nuovamente la dentiera anche il magistrato si diede alla fuga.
Da quel giorno nessuno gli ruppe più i coglioni.
Morale: che bello Coreano (e lo dice uno che adesso dovrebbe essere a lezione. E invece è al bar a mangiare i 4 salti in padella).

Bella.

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Strange Delight

Siccome non ci bastava la nostra chat, eravamo troppo limitati, abbiamo deciso di espandere la nostra logica perversa ad un blog... ma la realtà è soggettiva, questo blog potrebbe non esistere...
O forse quello che non esiste sei tu?


~ ° ~


Hypnotized

Sono vivo. E già è qualcosa. No? Tiro avanti tutti i giorni. E già è un'altra cosa. Finchè non si tira indietro non si butta via niente.


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